La terza edizione di “Conversazioni – La letteratura è di scena”, progetto ideato e organizzato dall’Associazione culturale Felici Molti ha riscosso un solido successo di pubblico per tutti e cinque i giorni di incontri e proiezioni pomeridiane e spettacoli serali, dal 16 al 20 settembre in Mediateca Regionale Pugliese a Bari.

«Fondamentale – spiega la vicepresidente dell’Associazione, la Dott.ssa Lucia Gianeselli – è stato il sostegno della Fondazione Apulia Film Commission e della Regione Puglia che hanno creduto in questo progetto sin dal principio, onorandoci della loro fiducia e incoraggiando la valorizzazione di uno spazio, la Mediateca Regionale Pugliese di Bari, che si è rivelato accogliente sia per gli artisti che per il pubblico e che ha saputo adattarsi alle letture e alle mise en éspace proposte».

La sala della Mediateca Regionale Pugliese, infatti, nasce dedicata alle proiezioni. Sono state seguite con profondo interesse, anche da giovanissimi spettatori, i due incontri dedicati al cinema: “Accattone” di Pier Paolo Pasolini e “Teatro di guerra” di Mario Martone. Per quest’ultimo, tra il giovane pubblico, c’è stato anche chi ha già chiesto un approfondimento più articolato con l’attore Andrea Renzi.

«Siamo colpiti dalla risposta della città, specie dall’interesse dei più giovani. Un interesse che merita di essere coltivato attivando strategie di comunicazione ancora più capillari. Sicuramente nei prossimi mesi continueremo ad impegnarci per mantenere viva questa comunità che si è raccolta attorno agli interpreti intervenuti» sottolinea la vicepresidente.

Dal primo all’ultimo giorno, infatti, è stato forte il senso di comunità che nello spazio intimo della Mediateca Regionale Pugliese si è andato sviluppando. Enzo Moscato è stato accolto con profondo affetto, presenti all’incontro dedicato alla sua drammaturgia e alla lettura serale di “Spiritilli” Simonetta Dellomonaco (Presidente di Afc, ndr) e Anna Maria Rizzi (Funzionario del Dipartimento Economia della Cultura incaricato per la gestione della Mediateca, ndr). Tra il pubblico c’era anche la direttrice artistica del Teatro Kismet di Bari, Teresa Ludovico.

«In questa terza edizione abbiamo avuto con noi anche la nostra presidente onoraria, l’attrice Iaia Forte. La sua presenza ha dato un senso profondo a questi tre anni di lavoro, alla nostra intenzione di rendere omaggio alla memoria di Elsa Morante e a Il mondo salvato dai ragazzini con il nostro progetto culturale. Siamo molto onorati che Iaia Forte abbia voluto seguire Conversazioni il più possibile, sin dal primo giorno. La sua partecipazione con la toccante lettura de La Storia di Elsa Morante ha donato momenti di riflessione profonda» prosegue la vicepresidente che spiega come la Mediateca sia anche diventata il luogo per il debutto di un primo studio di un testo poco rappresentato di Pier Paolo Pasolini «Irene Gianeselli (presidente e fondatrice di Felici Molti, ndr) ha voluto rendere omaggio anche a Pier Paolo Pasolini con questo primo momento di prova di Un pesciolino. Per questa possibilità ringraziamo l’erede, la Signora Chiarcossi, che ha permesso alla giovane Compagnia dei Felici Molti di lavorare a questo monologo. Il momento di studio ha confermato la vocazione della Compagnia nata in seno all’Associazione: un luogo aperto di studio, un laboratorio permanente nel segno dei maestri».

E i maestri, in questa edizione, sono stati tanti: da Carlo Cecchi, presente fortemente nel saggio di Irene Gianeselli La Poesia che il Mondo non cambia (Florestano Edizioni 2019) dedicato proprio alla ricerca nei manoscritti morantiani de Il mondo salvato dai ragazzini presentato per l’occasione dal Professor Pasquale Guaragnella, ad Orazio Costa al quale Laura Piazza ha dedicato il saggio L’Acrobata dello spirito: i quaderni inediti di Orazio Costa (Titivillus, 2018)

«Laura Piazza ha anche proposto una lettura intensa de La notte di Dino Campana. Anche in questa serata ci ha commosso l’attenzione del pubblico: la curiosità e lo stupore sono stati la chiave anche della serata finale» racconta la vicepresidente.

«Andrea Renzi ha chiuso il discorso di cinque giorni aprendo, in realtà, ancora una volta l’orizzonte della ricerca collettiva: la sua lettura de La neve del Vesuvio di Raffaele La Capria è stata molto seguita. Andrea Renzi è riuscito a creare un profondo rapporto con il pubblico in sala, frontale, diretto. La sua sensibilità, la sua esperienza d’attore e di uomo di teatro che porta avanti sin da Falso Movimento ed oggi con Teatri Uniti, hanno avvolto il pubblico con profonda intelligenza. Non sarebbe stata possibile una chiusura migliore» conclude Lucia Gianeselli.

ARTICOLO DI REDAZIONE

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