Chièdiscena, Francesca Della Monica

E come Eresia: le Rivoluzioni siamo noi?

Francesca Della Monica ha invitato colleghi musicisti, danzatori, attori e teatranti a confrontarsi sulla situazione dei lavoratori dello spettacolo dal vivo e il 22 marzo ha creato su Facebook un gruppo aperto alla collaborazione e alla riflessione, raccogliendo nel segno del suo Manifesto la necessità di un nuovo modello di sostegno e sviluppo per il teatro e la musica dal vivo, la danza, le arti performative.

E come Eresia: le Rivoluzioni siamo noi?

In questi giorni di isolamento e di riflessione sul nostro mondo del teatro e della musica mi appare sempre più chiaro quanto sia stata mortale la politica del FUS e degli organismi locali deputati.

La parametrazione, i Teatri Nazionali, il privilegiare i grandi numeri (?) hanno di fatto distrutto l’humus delle piccole e fruttuose realtà che sono bacino di cultura, di aggregazione e di interesse reciproco delle varie proposte artistiche. Hanno allontanato gli artisti l’uno dall’altro e li hanno resi antagonisti nella selva della sopravvivenza. Hanno allontanato il pubblico dal convivio con gli artisti. Hanno prodotto uno star system televisivo nel sacro recinto del teatro.

Credo che si debba sostituire a questa cultura intensiva e latifondista una rete di piccoli orti dove si preservi la biodiversità e dove sia possibile esprimere eresia!
Del resto, i manager al posto degli intellettuali, sovrintendenti con funzioni di direttori artistici, funzionari, politici e assessori ricevuti come zar nei teatri. Chi studia più? Chi ha tempo e vocazione per la ricerca e per la divulgazione delle eccellenze e dei tanti talenti che creano fuori dai recinti conosciuti?

Credo che sia iniziata l’era dell’imprevedibile. Finita l’epoca in cui è sufficiente navigare in fiumi già solcati. Bisogna aprire nuovi sentieri nella foresta, a colpi di macete. Dobbiamo solo capire da dove cominciare, è l’unica strada possibile per uscire dalla stagnazione culturale in cui ci troviamo.
Dobbiamo ritornare ad avere tanti occhi, come gli animali selvatici, pronti a tutto, invece di averne un solo che – come dice Rainer Maria Rilke – guarda dentro al nostro vecchio, ormai esangue mondo.
Questo non vuole essere semplicemente uno sfogo. È un manifesto.
Otto gli ambiti tematici sui quali ci impegnamo a riflettere e per i quali intendiamo fare proposte:

  1. Il rapporto con la critica
  2. Arti performative e nuove strategie pedagogiche
  3. Dialoghi possibili tra linguaggi e artisti
  4. La ricerca di luoghi non convenzionali delle arti performative
  5. Il rapporto con le istituzioni
  6. il rapporto con le realtà europee e extraeuropee
  7. Il Rapporto con il pubblico
  8. Diritti degli artisti e pari opportunità

ARTICOLO DI FRANCESCA DELLA MONICA

GRUPPO FB: E COME ERESIA

10 pensieri su “E come Eresia: le Rivoluzioni siamo noi?”

  1. Scusami Francesca, mi interessa sapere dove operi. Sono Alina Narciso, della compagnia teatrale METEC ALEGRE, con sede a Napoli, ma che per varie ragioni, che sarebbero lunghe da spiegare, da dieci anni opera anche a Cuba. Ti chiedo dove lavori perchè stavamo pensando anche noi di fare un appello simile al tuo. Per eventualmente coordinarsi è importante sapere i luoghi di lavoro.

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