Perché, apprendendo della scomparsa prematura di Bernardo Bertolucci, il pensiero è corso immediatamente a La luna (1979), quello che non ha goduto di ottima fama tra suoi i film? Diciamo pure che, al netto di eventuali e auspicabili rivalutazioni dell’ultima ora, sia stato probabilmente uno dei più maltrattati. Il film brilla di luce propria, ma anche di luce riflessa.

Bernardo Bertolucci

Riguardandolo due volte con il senno di poi, anche alla luce della seduta spiritica di Buongiorno, notte (Marco Bellocchio, 2003), ecco che l’altrimenti incompreso e per molti versi incomprensibile La Luna offre spunti ulteriori per cercare altrove il prigioniero Moro nella precisa fase del sequestro cui il film di Marco Bellocchio fa riferimento. Lo «spirito guida» della seduta suggerisce di cercare «la Luna», non sulla Luna, secondo le consuetudini di una allusiva fantascienza.

Quale Luna?

Non una qualsiasi, ma La Luna, il film di Bertolucci, che in Buongiorno, notte diventa lo “spirito burlone” di nome Bernardo: «Sei Bernardo, il nostro spirito guida? Noi ti ringraziamo di averci raggiunto. Come tu saprai già, l’onorevole Aldo Moro è stato condannato a morte dalle Brigate rosse. Allora – vorremmo sapere – intanto se il presidente è ancora vivo. Spirito di Bernardo, ti chiediamo – sempre che tu lo voglia – di indicarci il luogo dove in questo momento è prigioniero l’onorevole Aldo Moro. Qual è questo luogo? L-A-L-U-N-A. La luna. Ti prego Bernardo, non scherzare, spirito burlone: il momento è tragico».

Roberto Herlitzka in Buongiorno, notte (2003) di Marco Bellocchio

Ecco, siamo di fronte al “passo” probabilmente più “oscuro” di tutto Buongiorno, notte, da cui possiamo tentare di smarcarci ad esempio tenendo presente a Sabaudia (quindi sul tratto costiero a sud di Roma, non a nord), in una villa sul mare, si scioglie il segreto familiare del film di Bertolucci inequivocabilmente evocato. Non si può escludere, come sempre, la goliardia di Bellocchio che prenderebbe così in giro il suo ex rivale. Accettando questa spiegazione sarebbe in fondo tutto più semplice. Anche più comodo. Ma il medium è molto eloquente in proposito: «Ti prego Bernardo, non scherzare, spirito burlone: il momento è tragico».

Bellocchio o Bertolucci stanno davvero scherzando?

La Luna (1979) di Bernardo Bertolucci

Certo, con La luna Bertolucci ammette di essersi congedato provvisoriamente dal primato della realtà storica di Novecento (1976). Salvo, immediatamente dopo, con La tragedia di un uomo ridicolo (1981) e senza più indugi, prendere di petto un anomalo, emblematico sequestro di matrice brigatista. Con La luna, o La Luna, con la maiuscola, Bertolucci torna all’opera, con camei di Carlo Verdone, direttore di Un ballo in maschera a Caracalla, e Roberto Benigni, tappezziere. Torna quindi anche all’Opera, ancora con la maiuscola. Torna cioè a Verdi, donde il nome del padre che “manca”, Giuseppe (o in senso lacaniano “Nome-del-Padre”), ergo a Visconti (il riferimento principale è al Trovatore). Quindi a Moro, inconfessabilmente, padre buono di una Repubblica compromessa, sequestrato e ucciso dai suoi figli edipici. Forse anche da altri padri innominabili in un film “mascherato”, ancora oggi enigmatico.

Articolo di Anton Giulio Mancino

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