Pasolini pittore: restaurate 19 opere patrimonio del Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa

Il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia continua il progetto di valorizzazione e memoria del patrimonio artistico e culturale di Pier Paolo Pasolini: tornano alla luce dopo il restauro diciannove sue opere pittoriche. Disegni a china e a tecnica mista, dipinti a tempera e a olio che saranno esposti al pubblico permanentemente a Casa Colussi, nel cuore del Friuli Venezia Giulia.

Allievo del celebre critico d’arte Roberto Longhi, suo professore all’università di Bologna, Pasolini amò visceralmente la pittura e le arti visive che divennero poi costanti fonti d’ispirazione per le scenografie dei suoi film. I primi consapevoli esperimenti pittorici sono disegni a inchiostro, bozzetti di figure che ritraggono la vita quotidiana della gioventù.

«Per molti anni – scriveva il cugino Nico Naldini nell’introduzione del catalogo di una mostra di disegni e dipinti di Pasolini allestita a Vienna nel 1991 – anche se in modo saltuario, Pasolini è stato attratto dall’idea di diventare pittore, unendo magari strettamente l’attività pittorica a quella poetica. Cominciò a dipingere a Casarsa nell’estate del 1941: quadri dipinti a olio e con l’acquaragia secondo le antiche ricette della pittura impressionista che si ispiravano al mondo friulano. Come un vero vedutista usciva di casa con il cavalletto e la cassetta dei colori legati alla canna della bicicletta e si inoltrava nei campi che circondano il paese».

L’interesse di Pasolini nei confronti delle arti figurative si  sviluppò nel tempo attraversando la scrittura, la pittura, il cinema, il teatro. Pasolini divenne padrone di tutti questi linguaggi e delle specifiche, relative tecniche sempre facendo emergere, oltre al suo straordinario talento, una poetica robusta e coerente.

L’intervento di pulizia e restauro delle diciannove opere è effettuato da uno studio friulano grazie al prezioso sostegno del bando specifico della Fondazione Friuli. E proprio nella sala dell’Academiuta di lenga furlana, debitamente riallestita, il Centro intende organizzare a breve una pinacoteca. Qui, assieme alle opere di Pasolini, saranno esposte anche quelle degli artisti friulani con i quali negli Anni Quaranta nacquero rapporti di amicizia e di collaborazione: Giuseppe Zigaina, Federico De Rocco, Virgilio Tramontin, Anzil e Renzo Tubaro.

Tra le diciannove opere si rivelano due grandi cartoni dipinti sui due versi (“Giovani con strumenti musicali”, “Pantera e Due giovani”) scoperti fortunosamente nell’atelier dell’amico pittore sanvitese Federico De Rocco. La delicata operazione di recupero si è svolta tra il 2019 e il 2020 con il parere e sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio – Friuli Venezia Giulia.

Per maggiori informazioni: http://www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/

ARTICOLO DI REDAZIONE

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