Premio Energheia Libano 2021: una conversazione con il vincitore Tarek Bou Omar

Premio Energheia 2021 a Matera: Tarek Bou Omar è il vincitore del Premio Libano con il racconto Flammes Douces. Lo abbiamo incontrato per una breve intervista. Di sé racconta che è un Ingegnere elettronico, è allievo della Facoltà di Letteratura della Sorbonne Université di Parigi e attualmente segue il Master di Letteratura e Linguistica all’Università di Bologna “Alma Mater Studiorum”. Scrivere è il suo modo per sentirsi guidato nella scelta di decisioni importanti per la sua vita e negli ultimi anni è stato finalista e vincitore di numerosi premi internazionali tra cui il Premio Energheia Lebanon, il Nouvelles Avancées, e il Prix des Jeunes Écritures. Attualmente sta lavorando a diversi progetti in parallelo e spera di diventare uno sceneggiatore. Quando non ha niente da fare legge, scrive o guarda serie, ama camminare e stare in contemplazione.

Tarek ha 24 anni e durante la cerimonia di premiazione ha mostrato la bandiera del suo Paese con commozione. Questo gesto ha toccato tutti profondamente. Nei suoi racconti aleggiano una rabbia e una sofferenza profonde e, allo stesso tempo, il rispetto per la vita e il desiderio di un riscatto.

Quando hai scritto il tuo primo racconto?

Avevo 19 anni. Il protagonista di quella prima storia era un uomo in cerca della ragazza che aveva amato durante la sua fanciullezza. Sono una persona riservata, scrivere è il modo migliore per esprimermi. Amo molto le parole e mi diverte combinarle in modo nuovo.

Quali autori ti affascinano?

Agatha Christie, Gosho Aoyama, Albert Camus, Samuel Beckett e Freud. Mi piace anche lo scrittore francese Jean-Philippe Blondel, il suo stile è molto accattivante.

Raccontaci della tua storia, Flammes Douces, che quest’anno ha vinto il Premio Energheia Libano.

Si tratta di un thriller psicologico che indaga le ricadute della crisi familiare sulla salute mentale di un bambino. La storia comincia con una casa che brucia in un villaggio. Questa casa è osservata da Theo, un adolescente che soffre di una malattia mentale. Theo viaggia nel tempo mentre corre verso la casa per capire cosa è accaduto e ci mostra la sua sofferenza nell’ambiente familiare tossico. Nel finale viene svelato un rapporto tra il passato e il presente e così scopriamo chi ha bruciato la casa, perché e come.

C’è un rapporto tra il tuo racconto Fantòme che vinse il Premio Energheia 2019 e Flammes Douces del 2021?

Sì, i due racconti sono oscuri e i loro temi principali sono la violenza e la vendetta. I loro protagonisti sono anche molto simili: la madre, il padre e il loro bambino. In Fantòme la storia è scritta insistendo sul pronome “tu” riferito alla madre e il bambino è un feto abortito. In Flammes Douces il bambino è un teenager ed è direttamente il narratore.

Durante la cerimonia di premiazione ci ha molto commosso il tuo gesto: raccontaci che significato e che valore ha per te la bandiera del tuo Paese.

Ho tenuto la bandiera per dire che nonostante tutto ciò che sta accadendo nel mio Paese (crisi economiche e politiche), posso ancora rappresentarlo in bene, sono orgoglioso di essere libanese.

Flammes Douces. Scegli per noi un estratto del racconto.

Scelgo proprio l’incipit della storia, qui le fiamme stanno parlando con il bambino. L’intestazione è l’estratto di una lettera in forma di poesia di Kahled Hosseini dal titolo Sea Prayer.

I look at your profile in the glow of this three-quarter moon, my boy, your eyelashes like calligraphy, closed in guileless sleep. I said to you, “Hold my hand. Nothing bad will happen.”

EN VERSION

“24 years old. I’m an electrical engineer and an alumnus of the Faculty of Literature of Sorbonne University. I’m currently pursuing a Masters in Literature and Linguistics at the University of Bologna through an exchange program with Sorbonne University. 

I love writing so much; it has always guided me and helped me take serious decisions in my life. Through the last years, I have been a finalist and laureate of several international writing competitions, including Energheia Lebanon, Nouvelles Avancées, and Le Prix des Jeunes Écritures. Currently, I’m working on many writing projects in parallel, and in the long term, I would like to become a screenwriter.

When I do not have anything to do, I read, write, or watch series. I also like to walk and contemplate”.

Tarek Bou Omar

When did you write your first short story?

I was 19 years old when I wrote my first short story. It was about a man searching for the girl he loved during his childhood. I’m a reserved person so writing is the best way to express myself. I also like words so much and I enjoy making new combinations of them.

Which authors fascinate you?

I like Agatha Christie, Gosho Aoyama, Albert Camus, Samuel Beckett, and Freud. I also like a French writer called Jean-Philippe Blondel – his style is very captivating.

Tell us about your winning short story at the Premio Energheia 2021.

It’s a psychological thriller reflecting the influence of the family environment on the children’s mental health. The story begins with a burning house inside a village. This house is perceived by the narrator, Theo, who is a teenager suffering from a mental illness. While Theo is running towards the house to understand exactly what is going on, he time travels to tell us how he used to suffer from a toxic household. At the end of the story, there’s a link between the past and the present, and we discover exactly who burnt the house, why they did it and how. 

Is there a link between Fantòme, your first award-winning short story from 2019, and Soft Flames?

Yes, the two short stories are dark and their main themes are violence and revenge. Their characters are also very similar: the mother, the father, and their child. In the first one, the story is written with the pronoun ‘you’, referring to the mother, and the child is a fetus who was aborted. In the second one, the child is a teenager and he’s himself the narrator. 

Tell us about the flag of your country and the value that you gave to this symbol during the award ceremony of the Premio Energheia this year.

I held the flag to say that despite everything that’s going on in my country (economic and political crises), I can still reflect a good image of it, and I’m proud of being Lebanese.

Soft Flames. Choose for us a meaningful sentence from your short story.

I will choose the header of the story, in which the flames are talking to the child. The header is an excerpt of one of Khaled Hosseini’s poems, called ‘Sea Prayer’.

I look at your profile in the glow of this three-quarter moon, my boy, your eyelashes like calligraphy, closed in guileless sleep. I said to you, “Hold my hand. Nothing bad will happen.”

ARTICOLO DI IRENE GIANESELLI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.